Bruto - Kim Fielding, Stella Mattioli
"Le sbarre separavano l’appartamento da una piccola cella. Dovette stringere gli occhi per guardare all’interno: non c’era nessuna finestra a fessura nell’alloggio del prigioniero. Ma non c’era molto da vedere. Muri spogli, pavimento spoglio e, in un angolo, un mucchio di sporchi cenci. Ma mentre Bruto stava ancora osservando, il mucchio di stracci si mosse leggermente, facendo risuonare delle catene, e un cespuglio di capelli scompigliati apparve da sotto quei panni. Un uomo, realizzò Bruto. Stava osservando un uomo raggomitolato sotto una coperta. Le catene risuonarono di nuovo, e Bruto vide il collare di metallo intorno al collo dell’uomo, le manette ai polsi e le caviglie assicurate con altre catene fissate al pavimento. Era impossibile vedere altro di lui, a parte i capelli scompigliati e la barba piena di nodi, fino a quando il prigioniero alzò appena la testa. Bruto trattenne il respiro quando notò che era cieco: le palpebre erano chiuse su cavità chiaramente vuote.
Lord Maudit sospirò. Non era ancora entrato nella stanza. “Bruto, ti presento Gray Leynham"