Bruto - Kim Fielding, Stella Mattioli
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“Perché dovrei aver bisogno di essere sorvegliato?”
“Perché vogliono essere sicuri che tu torni.” Il ragazzo assunse subito un’espressione preoccupata. “Vuoi tornare, non è così?”
“Certo.
“Alcuni sono rimasti per alcune settimane. Uno è rimasto per tre o quattro mesi. Ma un uomo se n’è andato dopo la prima notte!”
“A causa dei sogni?”
Warin si mise un dito in bocca per staccarsi una caramella da un dente. “Sì. Si sono spaventati. Il prigioniero fa solo sogni che riguardano persone nelle vicinanze, e credo avessero paura che avrebbe sognato di loro, prima o poi.”
“I suoi sogni si avverano sempre?”

“Nah. A volte si può evitare che accadano. È per questo che devi ascoltare e riferire ciò che dice.”

Bruto si sentì sollevato al pensiero che le profezie di Gray non fossero infallibili. “Warin, quei sogni… lui vede solo il futuro o è in grado di far accadere quelle cose?”

“Non so.”

Warin mise il broncio ma lo seguì, e non passò molto prima che l’umore del ragazzo fosse tornato allegro. Si toccò con cautela il naso gonfio. “Pensi che sia rotto? Pensi che mi verrà un rigonfio come sul tuo?”

“Sono certo che resterà bello dritto.”

“Oh.” Warin sembrava deluso. “Forse se mi tiro un pugno da solo…”

“Perché vorresti rovinarti il volto con un naso come il mio?”

“Perché tu… sei fantastico! Sei come Fenris. Nella storia, sai? Grande come una montagna e coraggioso come un toro e salva un’intera città dai mostri dell’abisso.”

“Sono solo un uomo, Warin. E neanche un granché.” Ma Bruto non riuscì a nascondere il sorriso compiaciuto, che rimase sul suo volto per tutta la strada verso il palazzo"