Bruto - Kim Fielding, Stella Mattioli
"“SEMBRI VOLER far diventare un’abitudine quella di essere un eroe,” disse Lord Maudit.
Bruto deglutì, sentendosi a disagio, e si guardò intorno per qualche attimo prima di rispondere. “Non è così, Sua Eccellenza. Era solo uno stronzo ubriaco… un delinquente ubriaco, qualcuno che non aveva niente di meglio da fare se non alzare le mani su un bambino
“Non hai paura che ti uccida con le sue visioni?”
“Io… potrebbe.”
“Allora perché non sei scappato, ancora?”
“Perché…” Bruto si passò le dita nei capelli ispidi. “Perché non sono un codardo, signore.”
Maudit agitò una mano. “Tutti quei muscoli non potranno proteggerti dalla morte, lo sai.”
“Lo so. Sono già quasi morto, milord.”
“Forse vuoi morire?”
“No!” Bruto fu sorpreso dalla veemenza della sua stessa risposta. Non molto tempo prima i suoi pensieri sul tema erano stati molto diversi.
“Allora te lo chiederò di nuovo. Perché sei ancora qui?”
“È il mio lavoro, milord. La mia responsabilità.”
“Responsabilità! Dai da mangiare al prigioniero e pulisci la sua merda.”
A Bruto sembrava di fare un po’ di più, anche se non lo disse. “So che non è come… come governare un paese. Ma è… fino a poco tempo fa ero un operaio. Trasportavo rocce, tronchi e carri.”
“Il lavoro che potrebbe fare ogni mulo.”
“Per la maggior parte sì, milord. Ma era il mio lavoro e lo facevo. Adesso mi è stato detto di occuparmi del prigioniero e lo faccio.”
Lord Maudit sogghignò. “Fai sempre quello che ti viene detto?”
“Non sempre"