Bruto - Kim Fielding, Stella Mattioli
"“Mi piacciono i ragazzi.” Bruto si morse la lingua dopo quella confessione improvvisa, con tanta forza che sentì il sapore del sangue, e desiderò avere la capacità di rimpicciolirsi fino alla grandezza di un insetto per andarsene di corsa a nascondersi. Ma rimase seduto sul muro, grosso e con un’espressione stupida. Si schiarì la gola. “Voglio dire… sono attratto dagli uomini, non dalle donne.”
Non aveva mai detto quelle parole ad alta voce. Al villaggio non importava da chi fosse attratto, perché nessuna persona di nessun sesso avrebbe ricambiato i suoi sentimenti. C’erano alcuni uomini con la stessa inclinazione e, anche se la maggior parte degli altri abitanti non approvava del tutto, non erano esclusi. Ma, ovviamente, nessuno di quegli uomini avrebbe voluto avere qualcosa a che fare con Bruto. Uno di loro era persino un Gedding, uno dei ragazzi che avevano reso miserabile la vita di Bruto quando era un bambino.
Gli unici momenti in cui i gusti sessuali di Bruto erano rilevanti per qualcun altro che non fosse se stesso, erano quelli di quando faceva la visita annuale al bordello. E dire come si sentiva non era necessario: pagava il dovuto e andava con il ragazzo che aveva estratto la pagliuzza più corta.
Alys sbatté le palpebre alcune volte e fece spallucce. “Quindi hai un uomo che ti aspetta a casa?”
“Io… no.”
La ragazza annuì con decisione. “Allora ti presenterò qualcuno
“Non ti dispiace?” la interruppe Bruto.
“Che cosa dovrebbe dispiacermi? Creare le coppie? Potrebbe essere divertente, e se serve a renderti felice…”
“No, intendo che preferisco gli uomini.”
Alys sorrise. “Non è un problema. Li preferisco io stessa. Ascolta, alcune persone potrebbero dire cose cattive, ma sono… vecchio stampo. Alla maggior parte delle persone qua non importa. Del resto, anche uno dei principi ha amanti maschi: ha portato Lord Arnout all’ultimo ballo e, ovviamente, io non c’ero, ma ho sentito dire che erano molto affascinanti insieme. Hanno ballato insieme tutta la notte, e il re sembrava contento, quindi chi dovrebbe criticare?”
“Quale principe?” chiese Bruto, anche se aveva già un’idea della risposta che avrebbe avuto.
“Aldfrid.” Alys aggrottò la fronte. “Non ti sei preso una cotta per lui, vero? Gli avrai anche salvato la vita, ma sei comunque… Beh, noi non siamo come loro, no? Il re non permetterebbe mai al principe di avere un amante di rango così basso rispetto al suo. Ma ci sono un sacco di molti uomini adatti qua intorno, come Nali il fornaio. In realtà non ha mai detto che gli piacciono gli uomini, ma l’ho capito dal modo in cui guarda i conduttori dei carri che trasportano sacchi di farina e…”
“Non sono innamorato del principe. Neanche io sono così stupido. E apprezzo la tua offerta, Alys, ma preferisco di no
“Perché no?”
Bruto iniziava a sentirsi infastidito dalla sua cieca insistenza. “Perché nessuno mi vorrebbe.”
Questa frase spinse Alys a deporre nuovamente il cesto e a mettersi in piedi di fronte a lui. “Perché no? Per la mano? Te la cavi benissimo anche senza, e…”
“La mia mano. La mia brutta faccia. Il mio corpo enorme. Alys, mia madre era una prostituta e mio padre un ladro. Non sono nessuno, non sono niente.”
“Non osare dire una cosa del genere!” Gli occhi verdi della ragazza s’infiammarono. “Non osare! Sei un brav’uomo, Bruto, e molto gentile. Sei paziente con Warin e lavori sodo per migliorarti e… e salvi le persone! Tutte le altre cose non hanno importanza, non per qualcuno con un po’ di cervello.” Si sporse in avanti, per piantargli un dito nel costato. “Un uomo ti troverà, Bruto, e ti farà perdere la testa, e passerà il resto dei giorni a pensare a quanto sia stato fortunato!” "